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I decori della ceramica nella storia

1460-1465


occhio penna di pavone OCCHIO PENNA DI PAVONE. Il motivo della penna di pavone ha lontana origine orientale ed è verosimilmente ispirato all'idea del sole nascente. Le fasce policrome a raggiera sono dipinte sulla tesa dei piatti; lo sviluppo del motivo dominante avviene mediante embrici, graticci e ventagli. Lo sfondo è giallo acracea, ovvero il faentino Giallo Pavona; i colori prevalenti sono il turchino, il verde ed il bruno manganese. L'effetto complessivo è sontuoso e ricorda i colori dell'iride.



CARTOCCIO (floreale gotico). 1460-1469. Un cespo dà spesso origine a una lunga foglia accartocciata, stilizzata, sinuosa, in un disegno turchino e a spina dorsale in verde o giallo-pavone.

1497



ALLA PORCELLANA. Il motivo è ispirato alla ceramica blu e bianca della porcellana Ming, celebre come Blu and White inglese; i faentini la conobbero dai mercanti veneziani e prendendo visione dei servizi che possedeva Lorenzo il Magnifico in Firenze. La decorazione è dipinta in fine turchino monocromo su smalto bianco; il motivo Alla Porcellana della fine del '400 era chiamato Damaschina, poiché Damasco era uno dei mercati più frequentati dai mercanti veneti.

1500



FIORITO GIALLO E BLU. Leggera e briosa decorazione che trae ispirazione dalle maioliche faentine del '500; l'impostazione geometrica abbinata ad elementi vegetali caratterizza lo stile come geometrico fiorito. La decorazione particolarmente ricca può essere a fogliame, trofei, o quartieri. Sono protagonisti i colori vivaci; il giallo si contrappone al verde intenso e al blu. L'effetto decorativo è particolarmente vivo ed attraente.



A QUARTIERI. Periodo storico tra inizio 1500 e 1525. Modo di colorare le superfici delle maioliche con scansioni in zone di colori alterni: il turchino diventa denso e luminoso, il giallo è squillante. La pittura raggiunge un virtuosismo che forse non è necessario alla ceramica.



BERRETTINO. Periodo storico 1500. Maiolica grigio-azzurra sulla quale si dispongono temi decorativi come le grottesche, i trofei d'armi antiche, i festoni di foglie e di frutti... Il Berrettino costituirà per gran parte del Cinquecento la base per le "avventure coloristiche" in turchino, verde, giallo, arancio e bianco.



RAFFAELLESCO. Periodo storico 1540-1550. Motivo decorativo ispirato alla grottesca impiegato da Raffaello e dalla sua cerchia negli affreschi delle stanze Vaticane. Decorazione che si compone di minuti temi quali: putti, chimere, strumenti musicali, festoni, entro una sottile trama di tralici.

1550



COMPENDIARIO. Immagini ridotte a tratti e colori essenziali, quali il blu, il giallo ed il bruno, su fondo bianco latteo. Figure rapidamente schizzate, pennellate essenziali a ricordo di esempi classici e di decorazioni di scuola raffaellita. Putti, guerrieri e santi sono circondati da ghirlande stilizzate; le forme baccellate e mosse danno forte risalto alla bellezza dello smalto bianco di fondo. Il Compendiario, nel corso del 17° secolo, ebbe ampia ed universale diffusione.

fine '700



garofanoGAROFANO. In questo genere decorativo esotico un grande fiore, ovvero il Garofano delle Indie, campeggia sopra un giardino giapponese; il decoro ebbe massimo successo a Faenza alla fine del 1700, grazie alla rinomata fabbrica Feriani. Il motivo è realizzato su maiolica berrettina, creata dai maiolicari faentini nel '500. La forte suggestione policromatica ha reso il Garofano famoso in tutto il mondo.



ALLA GHIANDA. Le botteghe ceramiche faentine proposero queste tradizionali decorazioni tra la fine del '700 e l'inizio dell'800, sempre in servizi formati da molti pezzi. Fu la fabbrica Ferniani a lanciare questo motivo dalle linee e dal sapore neoclassico, mantenendolo sino a metà del 1800. I motivi decorativi proposti da Ferniani propongono festoni, ghirlande e meandri e si distinguono per la rarefatta eleganza, tipica del gusto della più raffinata borghesia.



vite verdeVITE VERDE. La foglia di vite è il motivo dominante presente nelle maioliche faentine della fine del 18° secolo, molte delle quali prodotte nella celebre fabbrica Ferniani. Il motivo venne impiegato prevalentemente in servizi da tavola, da the, da caffè e da cioccolata di foggia neoclassica. Il colore verde sfumato, con rifinitura in manganese su fondo berrettino, conferisce ai singoli pezzi l'inconfondibile delicatezza tipica di un'epoca di grande creatività nella città di Faenza.

1800



SCOZZESE BLU. Il motivo si ritiene mutuato dall'artigianato imolese: gli archi blu, intrecciati su fondo bianco, furono impiegati nella decorazione di piatti, vasellame e brocche. Le linee sobrie e le composizioni essenziali ripropongono il gusto più schietto della tradizione popolare, laddove funzione ed estetica erano indissolubilmente legate. Il rigore e la non ostentata eleganza rendono il servizio particolarmente attuale.

1900



melogranoMELOGRANO. In questo decoro ha particolare rilevanza la presenza dell'oro sul blu. La lavorazione è articolata e complessa, per un risulato che richiama i gusti e gli stili di inizio 1900. L'ostentazione del prezioso conferisce particolare luce al motivo che si inserisce autorevolmente nella moderna classicità, che vede già celebrati i suoi fasti sotto l'egida del modernariato.

 


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